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DA
BARONISSI IN BIELORUSSIA
Un viaggio di
Enzo De Domenico lungo le reti estere
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BIELORUSSIA
LE
FOTO
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ZODINO:
Siamo a Zodino, 70.000 abitanti, 60 km a nord di Minsk, e nella
provincia di Smolevici (città più piccola), famosa per la produzione
di camion e casa della nostra accompagnatrice, Ljudmila, alla quale
vanno i miei più sinceri ed affettuosi ringraziamenti per esserci
stata guida, interprete, "salvatrice", amante delle imitazioni di
Corrado Guzzanti e co-reporter ferramatoriale.
Giacché mi trovo
nel punto più a nord (ed est) mai raggiunto, chiedo di arrivare un
attimo alla stazione. Il FV, in un caratteristico celestino, é
circondato dai binari (1.524 mm) anche all'esterno e la strada bagnata
e per nulla agevole rende l'impresa ardua, per la grande "gioia" degli
altri passeggeri (dura la vita del ferramatore ;-> ). Essendo Zodino,
come anticipato sopra, una sorta di piccola "Torino", per la
produzione di camion e vari automezzi MAZ (fa fede il nome della
squadra, Torpedo), si spiega altresì la presenza di binari all'esterno
e l'esistenza di un vivace e trafficato parco merci, poco lontano
dalla fabbrica della MAZ. Di ritorno sbarre chiuse ed un merci
lunghissimo in transito. Ripresa la strada verso casa della signora
Ljudmila, ci troviamo davanti l'enorme parco binari della stazione.
Onde evitare una lapidazione sul posto a mezzo di sedime, evito di
dire che, senza fare tutta quella ginkana, si poteva ovviare a fare
una buona foto anche da li.
La stazione é su una linea cardine d'Europa, nientemeno che la
BERLIN-POZNAN-WARSZAWA-BRÉST-MINSK-SMOLENSK-MOSKVA... Ljudmila ricorda
di un espresso Berlino-Mosca che le é piombato nel garage antistante
il suo palazzo diversi anni fa, fortunatamente senza causare vittime.
Nota 1: FV stranamente piccolo vista la discreta importanza della
cittadina che conta una seconda stazione: ZODINO JUZNIJ (Z.Sud).
Nota 2: La dizione in bielorusso é ZODZINA. (16-4-2005) |

MINSK Nezavisimosti: L'emozione é grande nel trovarsi nella stazione
centrale, in un complesso monumentale in uno stile tra il sovietico ed
il moderno. Nezavisimosti (Indipendenza, in diz.bielorussa
NEZALEZHNASCY), é il nome della piazza e dell'adiacente fermata di metrò e tram, detta
anche PLOSHAD LENINA (Ploshcha in blr,Piazza Lenin). La stazione é anche
definita con il nome (generico ma usato) di M.PASSAZHIRSKIJ (Passante) o
semplicemente Minsk... Insomma, fate un po' voi. Anche qui la signora Ljudmila si offre da co-reporter ed anche da "cicerone": spiega un po' che
questa nuova e monumentale stazione é stata voluta dall'attuale amministrazione,
a lato del più modesto e caratteristico vecchio fv, usato come servizio
viaggiatori. Entrati dentro il FV, tra i cartelloni (in cirillico) con le
partenze internazionali, su questo ponte-sovrapassaggio si gode di una
buona vista per il parco binari e marciapiedi, peccato solo per il riflesso
del flash. (17-4-2005)
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MINSK Nezavisimosti: Esterno del FV, nell'enorme Ploscha Privokzalnaja
(piazza pre-stazione) e Pl.Nezavisimosti o Lenina, che é anche racchetta
tranviaria. Qui ben si nota la monumentalità della stazione e l'affollato
mondo che dentro di essa si agita. Insomma, si ha decisamente l'aria di trovarsi nello scalo centrale di una metropoli che conta 2 milioni
di abitanti circa. (17-4-2005) |

MINSK Nezavisimosti: Ecco la prima foto, appena scesi dal taxi.
Già perché per fare prima abbiamo fatto questo giro col tassinaro che
ci ha attesi e riportati indietro (col cambio euro-rublo blr sono pazzie
che ci possiamo permettere). Si noti il FV; il cartello cubitale con Minsk in cirillico (MIHCK) ma con la I bielorussa, non russa (tipo N, ma
al contrario); e subito dietro l'"Hotel Express" (prenoto !). Nell'arrivare chiedo a Ljudmila se vi fossero problemi a fotografare,
e lei scherzando mi dice "speriamo che non ti arrestino"... Alla mia richiesta di delucidazioni lei non conferma né smentisce...
Che faccio? Da bravo scavalcatore di recinzioni di FV abbandonati e scalatore di Pertosa, mica posso tirarmi indietro ? Già vedendomi
carcerato per "concorso ESTERNO in FV", comunque scatto, senza trovare
alcun problema... Tranne quello di accorgermi, tornato in Italia, che questa foto ha una vaga quanto strana sfocatura. (17-4-2005) |
.jpg)
MINSK Nez.(Vecchio FV): Ed ecco il vecchio FV della stazione centrale,
al lato della piazzetta per i taxi, oggi ufficio di servizio per i viaggiatori. Spiccano i cartelli con il simbolo delle B.Z.D. e la
scritta "DARTURSERVIS". (17-4-2005) |

MINSK KUPALOVSKAJA: A Minsk funzionano 2 linee la 1 -rossa- detta
Moskovskaja (moscovita) e la 2 -blu- detta Avtozavodskaja (delle fabbriche automobilistiche) in tutto in stile sovietico.
A cominciare dai colonnati, ove presenti, dalla "mitologia socialista" presente in varie pitture e bassorilievi, e dalla
sfarzosità di ogni stazione, che pare di stare a Peterburg. Kupalovskaja (in blr: KUPALAUSKAJA), sulla linea 2, é la stazione di
incrocio verso la 1 (alla Oktjabrskaja), e come in tutti gli stati ex
Urss, le stazioni d'incrocio del metrò sono (quasi) sempre 2 entità diverse, pur nella contiguità. Nella discesa, qui ritratti
gli altri compagni di viaggio e di Minsk, ed al lato passa anche un convoglio. Nota: i colori ed il tipo di carrozzeria del metrò di Minsk
sono praticamente identici alle carrozze della B.Z.D. (15-4-2005)
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MINSK NEMIGA: Questa é la stazione (Linea 2)(in
blr: NJAMIHA) vicina (ma non molto) al nostro hotel (il Belarus), e sopratutto al parco
sul fiume Svisloch col monumento ai caduti dell'Urss in Afghanistan. Qui compaiono i primi colonnati, piuttosto spartani, e
di nuovo i "compagni di viaggio". Questo il mio battesimo con un metrò
ex-sovietico, e (memore degli spazi della U ed S berlinese) con un sovraffollamento delle vetture che poco m'invoglia ad usufruire
del metrò. Una targa all'ingresso del metrò ricorda una tragedia qui avvenuta il 13-5-1999 (di cui mi riferisce la s.ra
Ljudmilla): Vi fu un concerto all'aperto e venne a piovere. Nella fretta degli
auditori di ripararsi nel metrò, vi fu una ressa spaventosa, parecchi scivolarono e morirono parecchie persone.
Nei pressi della fermata, vi sono 2 interessanti chiese ortodosse (Santo Spirito e S.Pietro e Paolo) ed il sobborgo di
Rakov, la
parte più antica (e caratteristica) della città. (15-4-2005)
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MINSK OKTJABRSKAJA: Stazione sulla linea 1 (in blr :
KASTRYCHNITSKAJA) nomenclata alla rivoluzione d'ottobre 1917), incrociata con
la Kupalovskaja, si presenta già più notevole per i suoi colonnati e la struttura (come in tutte) completamente in marmo.
Ho scattato in un momento in cui il traffico umano era "abbastanza ridotto", tanto per intenderci sulla portata dei viaggiatori che
ogni giorno affollano la MINSKIJ METROPOLITEN. (15-4-2005)
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MINSK PL.JAKUBA KOLASA: Questa stazione sulla linea 1, sottostante
la piazza (con monumento) allo scrittore bielorusso Jakub Kolas, mostra le "arabescature" dei suoi colonnati, molto eleganti e sobrie.
Lo stile del "disegno" é tipico locale, rispecchiato anche nei tappeti
e (di rimando) nel disegno sulla parte bianca della bandiera nazionale.
L'affollamento ? quello non manca davvero. (15-4-2005)
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MINSK PL.POBEDY: Altra stazione sulla linea 1 (in
blr: PL.PERAMOHY), sotto la "piazza della vittoria". Anche qui lo stile é spartano e
monumentale, un po' in tema con quello che ci aspetta sopra. Siamo nella più grande piazza del centro di Minsk, laddove meglio
ci si rende conto di cosa siano le "Prospekt" (Prospettive... chi ricorda "Prospettiva Nevski" di Franco Battiato ?), gli enormi viali
tipici dell'edilizia sovietica.Tanto per restare in tema, al centro della piazza si trova un obelisco celebrativo, con sopra uno stemma
(non ben identificato) dell'Urss, e sotto (in rilievo) una bandiera rossa con tanto di falce e martello. In vista delle celebrazioni del
9 maggio (fine della 2° guerra mondiale in Europa), sotto all'obelisco
vi é una fiamma accesa con 4 guardie di picchetto ed ai lati di 2 palazzi, la frase a caratteri cubitali che cita "lo spirito degli eroi
non muore mai" (strofa dell'inno del'Urss). Al lato un bel parco cittadino e parco giochi, il Maksim Gorki Park.
Insomma, per i patiti di architettura, questa piazza é un ottimo referente... Peccato che tutta quest'aria di spazi
enormi e strade perfette non si riscontri quando si esce dalla "zona turistica" e ci si addentra per i "quartieri". (15-4-2005)
PS a proposito delle giostre del Gorki Park: per noi maniaci ferroviari,
può essere una buona "terapia Ludwig" (vedi Arancia Meccanica) il farsi
un giro sulle locali montagne russe (li le chiamano "americane", vai a capirci...). L'aspetto da "BZD in miniatura", i cartelloni con una
loco a vapore che ammicca e l'illusione di pendenze non esagerate, mi fanno abboccare... E dopo 2 giri cambio radicalmente idea ! |

POBEDA: le piazzole di sosta lungo la M1 non
sono molto promettenti e le guide non le raccomandano. Lo stress da
post burocrazia di dogana (tecnicamente definibile come: du'palle
esorbitanti), misto a quello di non aver trovato da nessuna parte
una piantina decente di attraversamento di Minsk, iniziano a farsi
sentire... Siamo nei pressi di BARANOVICI, 200.000 abitanti ed a
metà strada tra Brést e Minsk... Roberto, Assunta e Peppino pensano
di tentare una sosta, almeno per rimediare una mappa o un telefono.
L'aspetto della piazzola ci fa cambiare idea appena entrati ma...
Guarda alle volte il destino ! A mo' di cimelio, ben verniciato e
lungi dall'essere vandalizzato (vorrei vedere su un'autostrada
nostrana), un esemplare di locomotiva a vapore con tanto di stella
rossa sul muso... Possibile che sia lei, la locomotiva "Pobeda"
(Vittoria), mostro sacro delle S.Z.D. (ferrovie sovietiche) ? Non ne
sono sicuro, ma sono sicuro di aver fatto uno scatto alla Stefano
Paolini, e subito mi é ritornato un entusiasmo ferroviario alla
Marco Paolini. Però ! 3.000 km in auto da Baronissi, per arrivare
a... Baranovici !!!
Note: La locomotiva "si pronuncia" così: pàbieda. Ah, lo stemma sulla
porta della Loco é del comune di Baranovici, stemma con un dettaglio
molto interessante -vedi disegno sez. mappe & servizi- (14-4-2005)
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.jpg)
POBEDA: questa é la prima foto, nel mentre in cui Roberto se ne
accorge e mi sveglia da quel momento di catalessi. E dietro, in sfondo,
la sterminata foresta bielorussa e il sole che ci accompagnerà fino all'entrata in Minsk. Tra piazzole di sosta e piazzole attrezzate
ne trovi un centinaio sulla M1... E proprio a quella abbiamo girato...
Quando si dice "avere una botta di... fiuto !" (14-4-2005). |
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MT-028 (Minsk): la rete tranviaria di Minsk vanta un tracciato a croce
ansata, con un intenso numero di linee. Il modello qui fotografato (siamo alla fermata MINSK PLOSCHA POBEDY -M.Piazza Vittoria-)
é dell'ultima generazione, tra i modelli circolanti nella capitale. Chi é la signorina in primo piano ? Boh, di sicuro so che é diventata
un volto noto di www.lestradeferrate.it (15-4-2005). |
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MT-050 (Minsk): nella classica livrea giallorossa, e con tanto di stemma
della compagnia urbana, ecco il classico tram di Minsk. Siamo nei pressi
della fermata MINSK PROSPEKT F.SKARYNY (M.Prospettiva F.Skaryny). La voglia di farci un salto sopra ti viene, ma ti passa constatando che
nei mezzi pubblici della capitale si sta comodi come in una scatola di
sardine... (15-4-2005). |
.jpg)
FILOBUS (Minsk): Mitico ! Nell'est-europa la cultura del tram e del
filobus resiste (e chiamali fessi), e a giudicare dagli acciacchi del soggetto fotografato, resistono anche i mezzi stessi.
Siamo nei pressi della fermata di M.NEMIGA (metrò), ottimo punto d'osservazione nella vasta rete filoviaria cittadina. Esistono vari
mezzi, alcuni anche moderni (ma tutti scoraggianti per l'affollamento),
ma stavo (fotograficamente) corteggiando questo autentico pezzo da museo viaggiante. Anche a Brést, la città bielorussa di frontiera,
i filobus sono di questo tipo; la sensazione é forte ed é quella di trovarsi per un attimo in un fotogramma di un'Italia di tanti anni fa.
La sensazione del passeggero, stipato, é di un grosso giramento di...
A proposito di BRÉST (circa 250.000 abitanti, città "eroica" per la resistenza nel 1941 alla Wehrmacht). Ho notato (ma non ho trovato il
momento per lo scatto) che nella sua periferia, e in alcuni villaggi polacchi all'altro lato della frontiera, si usa trasformare vecchi
vagoni (postali, merci, anche passeggeri) privi di ruote, in una sorta
di abitazione, ma soprattutto in cantine, depositi e pollai... (15-4-2005) |
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Per
informazioni e contatti:
info@lestradeferrate.it
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